Inguscio - Lacrimedamore

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Contenuti > Pillole di Santità

I CONIUGI INGUSCIO
Anna Maria e Marcello
 
Anna Maria Ritter nasce nel 1938, è di nazionalità svizzera: alla fine degli anni ’40 la sua famiglia si trasferisce a Catania a causa del lavoro del padre. Marcello Inguscio nasce invece a Lecce nel 1934, anche la sua famiglia si trasferisce a Catania dove diventa professore di contrabbasso e orchestrale presso il teatro Massimo Bellini di Catania[1]
Entrambi musicisti, Marcello e Anna Maria si incontrano per la prima volta al conservatorio di Messina. Si rivedranno nei quartieri poveri di Catania prestando servizio ai bisognosi. Capiscono di essere fatti l'uno per l'altra, insieme pregano e svolgono volontariato.
Ma qualcosa li divide: lui è cattolico, lei protestante. Lo studio e la preghiera non basteranno, sarà una grazia speciale della Madonna a togliere dagli occhi di Anna Maria come dei veli facendola innamorare di sé e dell'Eucaristia. Così Marcello e Anna Maria si sposano in "tre" il 6 agosto 1968: lui, lei e Dio. Un Dio presente anche al ricevimento, nelle persone di trenta handicappati invitati e imboccati dagli sposi in frac e abito bianco.


Una vita spesa per gli altri
 
Marcello, pur essendo un professore del Conservatorio di Catania, circolava per la città in sella a una vecchia motoretta. Appeso alla cintura aveva sempre un grosso mazzo di chiavi: quelle di casa dei malati che assisteva e che si fidavano di lui ciecamente. Sulla vespa, un impermeabile: nelle pause dei concerti Marcello lo indossava sopra l'abito da orchestrale per andare a fare una puntura o una medicazione agli ammalati che abitavano vicino al teatro.
“Per i miei genitori il servizio al prossimo era fuso con le attività quotidiane”, ricorda la figlia Lucia. Non quindi un volontariato nei ritagli di tempo ma una scelta di vita fatta in due.
Come quella di chiedere il permesso al direttore spirituale di spendere un po' di più per acquistare un'abitazione grande e potervi ospitare stabilmente handicappati o giovani tossicodipendenti senza casa. Tanti malati sono ancora oggi grati a Marcello e Anna Maria per aver trovato fiducia in sé stessi ed essersi sentiti amati e rispettati.
In casa Inguscio si viveva in tanti e se la notte c'era qualcuno da ospitare si sistemavano brandine anche nel salotto o in cucina. Il salone di casa diviene subito sede di una delle prime comunità ecclesiali di base promosse dalla Missione Chìesa-Mondo, di cui i due sposi saranno anche i primi responsabili del ramo delle coppie. Le due figlie, Lucia e Maria, crescono considerando normale in casa la presenza dei malati.
La figlia Lucia racconta: “A mezzogiorno mia madre gettava nell'acqua 2 chili di pasta perché sapeva che qualcuno avrebbe pranzato con noi, i miei genitori facevano tante cose ma con grande ordine. A pranzo si stava insieme e si evitavano le distrazioni che oggi creano difficoltà a incontrarsi nella coppia”.
“Per noi era tutto molto normale – racconta la seconda figlia, Maria. Solo crescendo e confrontandoci con le amiche ci siamo rese conto che la nostra era una famiglia un po' speciale”.
“Non ci siamo mai sentite trascurate - continua Lucia - non abbiamo conosciuto baby sitter, la mattina mamma e papà ci venivano a svegliare facendoci le coccole e mio padre, sino al diploma di maturità, mi ha sempre accompagnata a scuola”.
 
La “separazione” e la nascita a vita nuova
 
La fede dei due coniugi e dell’intera famiglia si dimostrò forte anche quando la malattia da affrontare non era più quella degli altri ma la propria: Anna Maria infatti si ammala di tumore ed inizia un lungo calvario fatto di cure ed operazioni che inesorabilmente la condurrà alla morte.
“Mia madre ebbe un tumore, ma era sempre lei che preparava noi...Sapeva che sarebbe nata a un'altra vita e per lei era una festa – ricorda la figlia Lucia. Pensavamo non si lamentasse per non farci soffrire. Solo dopo, nelle sue lettere indirizzate al Signore, scoprimmo che lo ringraziava per quel dolore”.
Il dolore, la sofferenza, non distolgono Anna Maria e Marcello dal loro impegno verso gli altri: continuano, con una forza straordinaria, il loro apostolato fra la gente.
Anna Maria è nata in cielo tra il 2 e il 3 gennaio del 1986 all’età di 48 anni.
Marcello la raggiungerà esattamente dieci anni dopo a 62 anni, il 2 Gennaio 1996, a seguito di un infarto.
Il processo di beatificazione dei Servi di Dio Marcello Inguscio e Anna Maria Ritter, coppia di sposi della Missione Chiesa-Mondo, è stato aperto venerdì 9 novembre 2001 nella Cattedrale di Catania.

Le immagini di Dio dai coniugi Inguscio

Possono due sposi vivere insieme una dedizione totale al poveri e la cura ai figli? Non si rischia di sottrarre qualcosa alla propria famiglia? Non è già tanto dedicarsi a essa? Guardando le coppie di oggi, fragili, chiuse, usa e getta, la storia di Marcello e Anna Maria Inguscio potrebbe sembrare inventata.
Per questo chi li ha conosciuti ha capito che non doveva rimanere stretta tra l'Etna e il mare di Ognina, doveva illuminare le famiglie e la Chiesa di una luce forte come il sole della Sicilia.
Le immagini di Dio che ci vengono fornite da questa coppia vedono quindi:
- un Dio che è dono continuo di sé agli altri, che si tratti dei propri familiari o dell’ultimo estraneo, è in ogni caso amore infinito che invade chiunque;
- un Dio che è anche croce: il dolore che attanaglia il cuore dell’uomo nella forma di una malattia incurabile viene trasfigurato per diventare anch’esso amore infinito da riversare subito al mondo
- un Dio che ama tutti, l’amore è ecumenico: è riversato su tutti, agli uomini di qualunque religione, il suo amore è libero come libera è l’adesione di chi decide di lasciare tutto (perfino le proprie credenze) per seguirlo e donare la sua vita.


[1] G. Carciotto, Marcello e Anna Maria - una coppia di sposi al servizio del Vangelo, Missione Chiesa-Mondo, Catania 2001

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